ONA

Che cosa sono le reti di relazioni informali in un’azienda?

Sono i rapporti di collaborazione e scambio che abbiamo con i colleghi dell’azienda, basati sulla stima, fiducia e conoscenza personale oltre che professionale. Queste reti relazionali non seguono le strutture gerarchiche e non sono sempre condizionate dalla vicinanza logistica tra le persone.

Diciamo un’altra cosa: queste reti relazionali è ciò che conosciamo meglio direttamente, me è ciò che conosciamo di meno per quanto riguarda le altre persone. Un direttore o un manager che gestisce 10, 15 persone, riesce c.a. conoscere solo il 20-30% della rete di conoscenza dei suoi collaboratori!

Da diversi studi e riscontri effluitati, tale reti di relazione determinano oltre il 79% di tutto il lavoro svolto dall’azienda.

Che cosa connettono queste reti informali?

Le reti informali connettono le relazioni con le informazioni e… quasi tutto quello che serve all’azienda per andare avanti.

Più di ogni altro strumento formale (organigramma, procedure, sistemi informativi, ecc.) queste reti informali, come ogni persona che lavora in azienda sa…, consentono:

Lo scambio delle informazioni, con capacità di anticipare, il più delle volte, quello che i flussi di informazione formale garantiscono (per via gerarchica, sistemi informativi, ecc.). Questo scambio di informazioni non avviene solo tra le persone ma anche tra uffici, reparti, divisioni, ecc. dell’azienda.

Lo scambio della conoscenza e delle competenze esplicite e, soprattutto, quelle tacite (le conoscenza non codificate dai processi dalle procedure e dai manuali aziendali)

La soluzione dei problemi e lo scambio di valore. La competitività aziendale, come tutti sanno, dipendono ormai dalla capacità di fare rete (con i fornitori, con l’ambiente, ecc.). Anche le competenze individuali dipendono dalla abilità di condivisione, di lavorare in tema… di fare rete con i colleghi.

In altre parole non tutto si può gestire e controllare dall’alto. È molto più efficace e produttivo valorizzare le risorse umane (il vero capitale dell’azienda) per le relazioni e le affinità collaborative e di gruppo che già esistono in azienda.

Come mappare queste reti informali?

Partendo dal principio che “la mappa non è il territorio” e che, quindi, qualsiasi analisi e strumento potrà mai essere fedele alla realtà relazionale di ogni azienda, Business Channel propone una prima esplorazione e mappatura delle reti informali della tua azienda attraverso pochi e semplici passi:

Individuazione delle esigenze dell’azienda e acquisizione dell’elenco delle persone che saranno coinvolte in questa mappatura

Compilare un questionario online con domande che vanno ad approfondire il grado di conoscenza professionale delle persone, chi sono quelli che maggiormente sono disponibili a risolvere i problemi, ecc.

Restituire all’azienda la mappatura (es.: immagine qui riportata) delle relazioni informali per ogni tema che si è scelto di approfondire (es.: conoscenza professionale, problem solving, disponibilità al cambiamento organizzativo, ecc.)

Dopo questo approfondimento l’azienda potrà:

Intervenire a livello organizzativo per migliorare la circolazione delle risorse (informazioni, conoscenze, formazione interna, ecc.) senza costi determinati dal supporto e dalla consulenza

Coinvolgere in modo mirato le persone che sono considerate più attive nello scambio di informazioni (Opinion Leader) e/o per la soluzione dei problemi (problem solver)

Far partecipare maggiormente le persone che sono meno inserite nel flusso degli scambi informativi, ecc.

Avviare un team inter funzionale, eventualmente con il supporto di Team Coaching, per l’innovazione dei processi, dei prodotti, dei servizi, ecc

Una sola cosa è costante: il cambiamento

L’ONA è una metodologia molto efficace in grado di fornire un quadro molto interessante di come sia organizzata un’azienda al suo interno e di garantire una maggiore affidabilità rispetto alle metriche tradizionali per il semplice fatto che essa proviene direttamente dagli utenti e si organizza a seconda delle loro risposte.
Penso sia da considerare come un valido strumento, ma non come un fine. L’ONA deve essere sempre inserita in un contesto di operatività in cui le decisioni che si prendono in seguito sono collegate all’analisi fatta. Come sappiamo le tecniche valutative – o di monitoraggio – sono finalizzate alla presa di decisione, all’elaborazione di un giudizio critico e alla successiva finalizzazione.

Pertanto l’ONA può essere considerata dalle aziende come una metodologia utile ed efficace per avere una fotografia del sistema e di quello che sta accadendo all’interno della propria organizzazione. Tuttavia è bene considerarla come una tecnica, che per essere ancora più efficace può essere integrata con altre metodologie al fine di rafforzarne, confermarne o sottolinearne i risultati